Incendi in Amazzonia, a Manaus scuole chiuse per il fumo: roghi quasi quadruplicati
Nello stato brasiliano di Amazonas, nei primi dieci giorni di ottobre, i focolai sono stati 1.380, il 271% in più dello scorso anno. A pesare è la siccità aggravata da El Niño.

Gli incendi in Amazzonia hanno costretto le autorità di Manaus, capoluogo dello stato brasiliano di Amazonas, a chiudere le scuole comunali. Il fumo dei roghi che circondano la città ha peggiorato l’aria a tal punto che ai residenti è stato raccomandato di indossare la mascherina.
Incendi in Amazzonia: i numeri di ottobre
Nei primi dieci giorni di ottobre, nello stato di Amazonas, sono stati registrati 1.380 focolai. È un aumento del 271% rispetto allo stesso periodo del 2025: in pratica i roghi sono quasi quattro volte quelli dell’anno scorso.
Il ministero dell’Ambiente brasiliano ha definito la situazione più grave del previsto, anche perché le fiamme hanno raggiunto aree di foresta finora intatte.
Il ruolo della siccità e di El Niño
A rendere più difficile lo spegnimento è la siccità, aggravata da El Niño, il fenomeno naturale che riscalda periodicamente le acque del Pacifico tropicale e modifica piogge e temperature in molte parti del mondo. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, l’El Niño in corso si sta rafforzando rapidamente e potrebbe diventare uno dei più intensi almeno dal 1950, con un picco atteso a dicembre.
Il quadro si inserisce in un anno già molto caldo: secondo Copernicus, settembre 2026 è stato il secondo più caldo mai registrato.
Come si combattono le fiamme
Sul territorio lavora una task force di 290 operatori, con il supporto di 11 tra aerei ed elicotteri. Gli interventi si concentrano in diverse zone, tra cui i comuni di Autazes e Itacoatiara. A Parintins è stato inviato un aereo KC-390 dell’Aeronautica militare, in grado di sganciare fino a 12mila litri d’acqua in un solo passaggio.
La polizia sta verificando l’ipotesi che alcuni roghi siano di origine dolosa: a settembre, nello stato, sono stati registrati 69 casi legati a reati ambientali.
L’aria di Manaus
La pioggia caduta durante la notte ha migliorato un po’ la situazione, ma Manaus resta la città con l’aria più inquinata del Brasile secondo la piattaforma di monitoraggio IQAir. La concentrazione di polveri sottili PM2,5 ha raggiunto 31 microgrammi per metro cubo, oltre sei volte il valore di riferimento annuale indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Nei prossimi giorni molto dipenderà dal meteo: solo l’arrivo di piogge più regolari potrà aiutare davvero le squadre impegnate a contenere le fiamme.


