Bolletta della luce non pagata: cosa succede, quando possono staccarla e come evitarlo
Dalla messa in mora al distacco devono passare almeno 40 giorni. Interessi, riduzione di potenza, quando la luce non può essere staccata e gli indennizzi.

Se hai una bolletta della luce non pagata, la corrente non viene staccata da un giorno all’altro: il venditore deve prima mandarti un sollecito formale con una nuova scadenza, e tra quell’avviso e la sospensione devono passare almeno 40 giorni. Nel frattempo, però, maturano interessi di mora e, se il contatore lo permette, la potenza può essere ridotta. Ecco come funziona la procedura secondo le regole dell’ARERA, l’Autorità che vigila su luce e gas, e cosa puoi fare a ogni passaggio.
Bolletta luce non pagata: cosa succede passo per passo
Le regole sulla morosità (cioè il mancato pagamento entro la scadenza) sono fissate dal Testo integrato morosità elettrica, la delibera ARERA 258/2015/R/com, chiamata TIMOE. In sintesi, la sequenza è questa:
- Scade la bolletta. Da quel momento il venditore può chiedere gli interessi per ogni giorno di ritardo.
- Arriva la messa in mora. È il sollecito ufficiale: il venditore deve inviarlo con raccomandata con avviso di ricevimento oppure con PEC. Un’email normale o un SMS non bastano.
- Scade il termine ultimo indicato nella messa in mora. Se paghi entro questa data, la procedura si ferma.
- Dopo almeno 3 giorni lavorativi dal termine ultimo, il venditore può chiedere al distributore (l’azienda che gestisce la rete e il contatore) di sospendere la fornitura.
- Riduzione di potenza. Se il contatore lo consente, tra il 26° e il 40° giorno dalla ricezione della messa in mora la potenza viene ridotta al 15% di quella disponibile: restano accese poche luci, ma gli elettrodomestici più potenti non funzionano.
- Sospensione. Il distacco non può avvenire prima di 40 giorni solari dal momento in cui hai ricevuto la raccomandata o la PEC.
Cosa deve contenere la messa in mora
Il sollecito non è una lettera qualsiasi. Per essere valido deve indicare:
- il termine ultimo per pagare e la data da cui si calcola;
- il termine dopo il quale il venditore chiederà la sospensione;
- come comunicare al venditore che hai pagato;
- che, se possibile, prima del distacco la potenza sarà ridotta al 15%;
- i casi in cui hai diritto a un indennizzo automatico se la procedura non viene rispettata;
- se nel debito ci sono consumi di oltre due anni prima, l’invito a far valere la prescrizione e il modo per farlo.
Quanto costa pagare in ritardo
Nel servizio di maggior tutela il venditore può addebitare interessi di mora pari al tasso di riferimento della Banca centrale europea più 3,5 punti percentuali, per ogni giorno di ritardo. L’ARERA fa questo esempio: con un tasso BCE del 2%, gli interessi di mora sono del 5,5% annuo. Chi ha sempre pagato puntualmente negli ultimi due anni, per i primi 10 giorni di ritardo paga solo l’interesse legale. Per il sollecito possono essere chieste solo le spese postali.
Nel mercato libero valgono gli interessi e le eventuali penali previsti dal tuo contratto: controlla le condizioni generali di fornitura.
Se la fornitura viene sospesa, ci sono anche i costi di sospensione e riattivazione. Nel mercato libero dipendono dal contratto; i clienti vulnerabili in maggior tutela pagano il contributo dovuto al distributore più 23 euro per il venditore (chiesti una sola volta se la sospensione è preceduta dalla riduzione di potenza).
Quando la luce non può essere staccata
Secondo l’ARERA la fornitura non può essere sospesa per morosità:
- di venerdì, sabato e nei giorni festivi e prefestivi;
- se non hai ricevuto la messa in mora nella forma prevista o se non sono stati rispettati i tempi minimi;
- se hai già pagato e lo hai comunicato con le modalità indicate nel sollecito;
- se hai fatto un reclamo per una bolletta anomala o per consumi ricostruiti dopo un guasto del contatore e il venditore non ti ha ancora risposto per iscritto (la regola non vale se l’importo anomalo è di 50 euro o meno, o se il reclamo è arrivato oltre dieci giorni dopo la scadenza);
- se il debito non supera il deposito cauzionale versato ed è inferiore all’importo medio di una bolletta.
Esistono poi i clienti non disalimentabili, a cui la luce non può mai essere staccata: per esempio chi utilizza apparecchiature salvavita alimentate a energia elettrica.
Gli indennizzi se il venditore sbaglia
Se il venditore non rispetta la procedura, ti spetta un indennizzo automatico, da pagare entro 8 mesi dalla sospensione o dalla riduzione di potenza. In questi casi non può nemmeno addebitarti i costi di sospensione e riattivazione.
| Cosa è successo | Indennizzo |
|---|---|
| Messa in mora inviata all’indirizzo sbagliato | 30 euro |
| Termine per pagare inferiore a 15 giorni dall’invio della raccomandata o a 10 giorni dalla consegna della PEC | 20 euro |
| Data di invio non documentabile e raccomandata consegnata alle Poste oltre 3 giorni lavorativi dopo l’emissione | 20 euro |
| Data di invio non documentabile e termine per pagare inferiore a 20 giorni dall’emissione | 20 euro |
| Sospensione chiesta prima di 3 giorni lavorativi dal termine ultimo | 20 euro |
Come far riattivare la luce
- Paga il dovuto e conserva la ricevuta.
- Invia al venditore la richiesta di riattivazione con la prova del pagamento, usando il canale indicato nella messa in mora.
- Il venditore deve inoltrarla subito al distributore; se mandi la prova dopo le 18 di un giorno lavorativo, può inoltrarla il giorno dopo.
- Il distributore deve riattivare entro 1 giorno feriale.
Se il ritardo dipende dal distributore, ricevi automaticamente 35 euro se i tempi sono fino al doppio di quelli previsti, 70 euro fino al triplo e 105 euro oltre il triplo.
Errori comuni
- Pagare senza avvisare. Se hai pagato dopo la messa in mora, comunica il pagamento come indicato nel sollecito: altrimenti la procedura può andare avanti.
- Ignorare la raccomandata o la PEC. Contiene il termine ultimo per pagare e la data oltre la quale può essere chiesta la sospensione: leggila subito.
- Pagare consumi molto vecchi senza controllare. Per importi riferiti a oltre due anni prima puoi eccepire la prescrizione.
Se non riesci a pagare
Contatta subito il venditore, possibilmente prima che scada il termine indicato nella messa in mora. Se la bolletta ti sembra sbagliata, presenta un reclamo scritto seguendo la nostra guida su come fare reclamo per una bolletta di luce o gas. Se hai un ISEE basso, verifica se ti spetta il bonus sociale bollette. Per dubbi puoi chiamare lo Sportello per il consumatore ARERA al numero verde 800.166.654 o leggere le schede ufficiali dell’ARERA sulla morosità. Per situazioni complesse può aiutarti un’associazione dei consumatori.
Informazioni aggiornate al 1 novembre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.


