domenica 25 Ottobre 2026
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Economia e Risparmio

Cambio fornitore luce e gas: come fare e cosa cambia dal 1° dicembre

Cambiare fornitore di luce e gas non costa nulla e non interrompe la fornitura. Dal 1° dicembre 2026 il passaggio della luce si accorcia: i passaggi e le nuove regole ARERA.

Cambio fornitore luce e gas: come fare e cosa cambia dal 1° dicembre

Per il cambio fornitore luce basta firmare un contratto con il nuovo venditore: è lui a occuparsi di tutto, compresa la disdetta del vecchio contratto, senza costi per te e senza interruzioni della corrente. E dal 1° dicembre 2026 arriva una novità importante: per le famiglie in regola con i pagamenti, il passaggio della luce potrà partire già da un giorno lavorativo dopo la richiesta, invece di aspettare l’inizio del mese.

Cosa cambia dal 1° dicembre 2026 per la luce

Con la delibera ARERA 58/2026/R/eel del 3 marzo 2026, l’Autorità per l’energia ha riformato il cambio di fornitore nel settore elettrico, in attuazione delle norme europee. Le nuove regole si applicano dal 1° dicembre 2026.

  • Clienti domestici in regola (fornitura non sospesa e senza il corrispettivo Cmor attivo): il cambio può decorrere a partire da un giorno lavorativo dalla richiesta. La fase tecnica dura 24 ore.
  • Tutti gli altri casi: il cambio decorre a partire da 10 giorni lavorativi dalla richiesta.
  • In ogni caso, l’intero processo deve chiudersi entro tre settimane.

Il Cmor è un importo che può comparire in bolletta quando restano da pagare fatture di un precedente fornitore: chi ce l’ha attivo non rientra nel cambio in un giorno.

Le richieste con il vecchio sistema possono essere inviate dai venditori entro il 10 novembre 2026; dal 30 novembre la vecchia disciplina viene abrogata. Per il gas, invece, la riforma non si applica e restano le regole attuali.

Come funziona oggi: tempi e date del passaggio

Fino al 30 novembre per la luce, e anche dopo per il gas, vale la regola descritta dall’Atlante del consumatore di ARERA: il cambio avviene di norma il primo giorno del mese e servono in genere da uno a due mesi.

Un esempio con le date dell’Autorità: se il nuovo venditore avvia la procedura entro il 10 gennaio, il cambio scatta il 1° febbraio; se la avvia dopo, si slitta al 1° marzo. La data prevista del passaggio deve essere scritta nel contratto.

Luce fino al 30 novembre 2026 e gas Luce dal 1° dicembre 2026
Quando scatta il cambio Di norma il 1° del mese Da 1 giorno lavorativo (clienti domestici in regola) o da 10 giorni lavorativi negli altri casi
Tempo complessivo In genere da uno a due mesi Entro tre settimane
Chi avvia la pratica Il nuovo venditore Il nuovo venditore
Costo per il cliente Nessuno Nessuno

Cambio fornitore luce e gas: i passaggi

  1. Leggi l’ultima bolletta. Guarda quanto consumi in un anno e quanto paghi per la materia energia: sono i numeri che ti servono per confrontare le offerte.
  2. Confronta le offerte. Il Portale Offerte di ARERA permette di confrontare in modo neutrale le offerte di luce e gas disponibili nella tua zona.
  3. Prepara i dati. Di solito ti servono il codice della fornitura indicato in bolletta (POD per la luce, PDR per il gas), il codice fiscale dell’intestatario, un documento e, se vuoi pagare con addebito sul conto, l’IBAN.
  4. Firma il nuovo contratto. Con la firma dai al nuovo venditore anche la procura per recedere dal vecchio contratto per conto tuo.
  5. Non disdire tu il vecchio contratto. È il nuovo venditore a inviare il recesso al vecchio, rispettando i tempi previsti.
  6. Controlla la data del passaggio indicata nel contratto e, il giorno del cambio, annota la lettura del contatore: ti sarà utile per verificare l’ultima bolletta del vecchio fornitore.

Quanto costa cambiare fornitore?

Per ARERA il cambio di venditore non ha costi. Possono restare a tuo carico solo eventuali spese legate al nuovo contratto: l’imposta di bollo nei casi previsti dalla legge e il deposito cauzionale, se il contratto lo prevede. Non c’è nemmeno un tecnico che deve venire a casa: il cambio non interrompe la fornitura e non richiede interventi sul contatore o sull’impianto.

Il diritto di ripensamento

Se firmi un contratto a distanza (online o per telefono) o fuori dai negozi del venditore, hai 14 giorni per ripensarci; diventano 30 giorni se il contratto è nato da una visita a domicilio non richiesta. Per i clienti domestici la procedura di cambio parte, di regola, solo dopo il periodo di ripensamento, a meno che tu non chieda espressamente di anticiparla.

Con le nuove regole della luce conviene fare attenzione: se chiedi di partire subito e poi ci ripensi quando la fase tecnica è già cominciata, il vecchio contratto potrebbe essere già chiuso. In quel caso, spiega la delibera, possono attivarsi i servizi di ultima istanza, cioè forniture temporanee in attesa di un nuovo contratto.

Gli errori più comuni

  • Disdire da soli il vecchio contratto prima di averne firmato uno nuovo: rischi di restare senza un contratto attivo.
  • Firmare al telefono senza aver letto l’offerta. Chiedi sempre di ricevere prima le condizioni per iscritto.
  • Guardare solo il prezzo dell’energia e non le quote fisse mensili, che pesano molto sui consumi bassi.
  • Chiedere l’attivazione immediata senza essere sicuri della scelta: rinunci di fatto ai giorni per ripensarci.

Cosa fare se qualcosa va storto

Se ti ritrovi un contratto che non hai chiesto, se il cambio non avviene alla data indicata o se arrivano due bollette per lo stesso periodo, il primo passo è un reclamo scritto al venditore. Trovi tempi di risposta e indennizzi nella nostra guida al reclamo per la bolletta di luce e gas. Se ricevi il bonus sociale o altri sconti in bolletta, prima di cambiare controlla come funzionano: alcuni contributi aggiuntivi sono legati al venditore. Ne parliamo nella guida al bonus sociale bollette 2026.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per il cambio fornitore luce?

Fino al 30 novembre 2026 in genere da uno a due mesi, con passaggio il primo giorno del mese. Dal 1° dicembre 2026, per i clienti domestici in regola, il cambio può partire da un giorno lavorativo dopo la richiesta e si chiude comunque entro tre settimane.

Cambiando fornitore resto senza luce o gas?

No. Il cambio non interrompe la fornitura e non richiede interventi sul contatore.

Devo mandare io la disdetta al vecchio fornitore?

No. Se ne occupa il nuovo venditore, grazie alla procura che gli dai firmando il contratto.

Il cambio in 24 ore vale anche per il gas?

No. La delibera 58/2026 riguarda solo l’energia elettrica; per il gas restano i tempi attuali.

Cosa fare adesso

Recupera l’ultima bolletta, segna i consumi annui e confronta le offerte sul Portale Offerte. Se decidi di cambiare, leggi bene la data di passaggio scritta nel contratto e decidi con calma se aspettare i giorni di ripensamento. Per una scelta legata a una situazione particolare (morosità, forniture sospese, contratti intestati ad altri) può aiutarti un’associazione dei consumatori.

Informazioni aggiornate al 25 ottobre 2026. Le regole possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale indicato.