Renzo Arbore dona al Museo Rai di Torino la prima radio della sua collezione
È una Fada Model 1000 americana degli anni Quaranta, in stile Art Déco. Entra nel nuovo allestimento del Museo della Radio e della Televisione Rai.

Renzo Arbore ha donato al Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino la radio da cui è cominciata la sua celebre collezione. Si tratta di una Fada Model 1000, un apparecchio statunitense degli anni Quaranta dal design Art Déco, che ora fa parte del nuovo percorso espositivo del museo di via Verdi.
La storia della prima radio di Arbore
Arbore si è collegato al telefono durante la presentazione delle novità del museo e ha raccontato come è nata la sua passione. Si innamorò di quel modello durante un viaggio a Los Angeles. A New York provò ad acquistarne un esemplare, ma il proprietario non volle venderlo. Poco dopo ne trovò un altro in un mercatino vintage della città: da lì partì la raccolta che negli anni lo ha reso uno dei collezionisti di radio più noti d’Italia.
Le radio fanno parte della sua vita fin da bambino. Nel dopoguerra, ha ricordato, costruiva apparecchi a galena, le prime radio “fai da te”, per ascoltare voci misteriose arrivare da lontano.
“La radio fa compagnia senza disturbare”
Per il conduttore e musicista, la radio ha resistito all’arrivo della televisione e poi di Internet, e sono stati soprattutto i giovani a riscoprirla, grazie alla sua immediatezza e al fatto che si può portare ovunque. È un mezzo veloce, che si ascolta in auto o mentre si lavora e che tiene compagnia senza invadere. Arbore ha ricordato anche Cari amici vicini e lontani, il programma del 1984 con cui celebrò i sessant’anni della radio insieme a tanti nomi dello spettacolo.
Ha poi annunciato che la sua casa-museo di Foggia ospiterà tutte le sue collezioni e diventerà uno spazio aperto ai giovani, all’arte e alla musica.
Cosa c’è di nuovo al Museo Rai di Torino
La donazione arriva insieme a un nuovo allestimento del museo, presentato dal direttore Alberto Allegranza alla presenza del sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Tra le novità:
- una sezione dedicata alla storia del varietà televisivo, con abiti originali indossati da Mina, dalle gemelle Kessler, da Patty Pravo, Heather Parisi, Lorella Cuccarini e Rita Pavone;
- un registratore magnetico Lorenz del 1936, restaurato;
- la ricostruzione della “radio a gavetta”, costruita dagli internati militari italiani durante la Seconda guerra mondiale;
- percorsi accessibili, con un avatar che traduce in Lingua dei Segni Italiana, ed esperienze interattive.
Negli ultimi anni il museo è cresciuto molto: i visitatori sono passati da circa 5.000 a 200.000. Per chi ama la storia della radio e della tv è una tappa da segnare per la prossima visita a Torino.


