mercoledì 14 Ottobre 2026
Il Giornale Sottovoce, home page
Economia e Risparmio

Quanto consuma lo standby? Gli apparecchi «vampiri» e come risparmiare in bolletta

Tv, decoder, console e caricabatterie consumano anche da spenti. Pochi watt alla volta, ma tutto l'anno. Come fare il conto a casa e quali abitudini aiutano a ridurre la spesa.

Quanto consuma lo standby? Gli apparecchi «vampiri» e come risparmiare in bolletta

La tv spenta con il telecomando, il decoder, la console, il microonde con l’orologio, i caricabatterie lasciati nella presa: molti apparecchi continuano a usare elettricità anche quando sembrano spenti. Capire quanto consuma lo standby aiuta a scoprire una piccola voce nascosta della bolletta e a ridurla con qualche abitudine semplice.

Cos’è lo standby e perché consuma

Lo standby è la modalità di attesa: l’apparecchio non è in funzione, ma resta pronto a riaccendersi con il telecomando, a ricevere aggiornamenti o a mostrare l’ora. Per farlo ha bisogno di una piccola quantità di corrente, che scorre 24 ore su 24. Per questo si parla spesso di apparecchi «vampiri»: assorbono energia in silenzio, senza che ce ne accorgiamo.

Quanto consuma lo standby, in pratica?

Il singolo apparecchio consuma poco: i modelli recenti spesso meno di un watt in standby, mentre quelli più vecchi o sempre collegati a internet, come alcuni decoder, modem e console, possono arrivare a diversi watt. Il punto è che quel consumo non si ferma mai.

Ecco un calcolo facile da rifare a casa:

  • 1 watt acceso tutto l’anno corrisponde a circa 8,8 kWh (1 watt per 8.760 ore);
  • con un prezzo indicativo di 30 centesimi al kWh, significa circa 2,6 euro l’anno per ogni watt;
  • se in casa la somma degli apparecchi in standby arriva a 10 watt, si superano i 25 euro l’anno.

Alcune stime sui consumi domestici parlano di risparmi fino a circa 90 euro l’anno per le famiglie numerose con molti dispositivi, ma il valore reale dipende da quanti apparecchi ci sono in casa, da quanto sono recenti e dalla propria tariffa.

Quali apparecchi pesano di più

  • Decoder, modem e box tv, che restano collegati alla rete;
  • console per videogiochi con l’accensione rapida o gli aggiornamenti automatici attivi;
  • impianti audio e soundbar più datati;
  • computer e stampanti lasciati in stop invece che spenti;
  • apparecchi con display o orologio sempre acceso, come forno e microonde.

Per sapere davvero quanto consuma un dispositivo si può usare una presa con misuratore di consumo, che si trova a pochi euro: basta collegarla tra la spina e la presa e leggere i watt con l’apparecchio spento.

Come ridurre i consumi dello standby

  • Usare ciabatte con interruttore per spegnere in un colpo solo tv, decoder, soundbar e console quando non servono, per esempio la notte o quando si esce.
  • Staccare i caricabatterie quando il telefono è carico.
  • Nelle impostazioni di console e smart tv, disattivare l’accensione rapida se non serve.
  • Spegnere il computer invece di lasciarlo in stop per giorni.
  • Al momento dell’acquisto, controllare l’etichetta energetica e i consumi dichiarati in standby.

Lo standby di oggi è più leggero di ieri?

Sì, in generale. Le regole europee sulla progettazione ecocompatibile hanno fissato negli anni limiti sempre più bassi per i consumi in standby degli apparecchi nuovi, e oggi molti dispositivi restano sotto il watt. Il problema riguarda soprattutto i modelli più vecchi, che in molte case convivono con quelli recenti, e gli apparecchi sempre connessi, che per restare raggiungibili da internet hanno bisogno di più energia. Un giro per casa con la presa misuratrice aiuta a scoprire chi sono i veri «vampiri».

Cosa non conviene spegnere

Non tutto va staccato. Frigorifero e congelatore devono restare sempre accesi. Il modem può servire per sistemi di allarme, telecamere o dispositivi smart. Anche alcuni apparecchi, come certi decoder, impiegano tempo ad aggiornarsi dopo essere stati scollegati: in quel caso si può valutare uno spegnimento solo notturno. Per caldaie e impianti è meglio seguire le indicazioni del manuale o del tecnico.

Lo standby è solo una parte del quadro: in autunno contano molto anche le abitudini di riscaldamento, come la temperatura giusta per la casa, e piccoli accorgimenti come asciugare i panni in casa senza sprechi.