Uragano, tifone e ciclone: qual è la differenza?
Sono lo stesso fenomeno con nomi diversi a seconda dell'oceano in cui si formano. Come nascono, come si misura la loro forza e cosa sono i medicane.

Qual è la differenza tra uragano, tifone e ciclone? La risposta sorprende molti: dal punto di vista meteorologico sono la stessa cosa. Si tratta sempre di un ciclone tropicale, una gigantesca tempesta rotante che nasce sopra mari caldi. Cambia soltanto il nome, che dipende dalla zona del mondo in cui si forma.
Differenza tra uragano, tifone e ciclone: è una questione di geografia
- Uragano: è il nome usato per i cicloni tropicali che si formano nell’oceano Atlantico settentrionale, nel mar dei Caraibi e nel Pacifico nord-orientale. Sono quelli che colpiscono, per esempio, gli Stati Uniti e il Messico.
- Tifone: indica gli stessi fenomeni nel Pacifico nord-occidentale, cioè le tempeste che raggiungono Giappone, Filippine, Taiwan e Cina, come il recente tifone Champi.
- Ciclone: è il termine usato nell’oceano Indiano e nel Pacifico meridionale, per esempio vicino all’India, al Bangladesh o all’Australia.
Per diventare uragano o tifone, una tempesta tropicale deve superare una soglia precisa: venti medi sostenuti di almeno 119 chilometri orari. Al di sotto si parla di tempesta tropicale o, se ancora più debole, di depressione tropicale.
Come nasce un ciclone tropicale?
Servono alcuni ingredienti. Il più importante è un mare molto caldo, con l’acqua in superficie oltre i 26 gradi circa. Il calore fa evaporare grandi quantità d’acqua; l’aria calda e umida sale, si raffredda e forma enormi nuvole temporalesche, liberando altra energia. Se i venti in quota non “spezzano” la struttura, il sistema si organizza e comincia a ruotare.
A farlo girare è l’effetto della rotazione terrestre, chiamato effetto Coriolis. Per questo i cicloni tropicali ruotano in senso antiorario nell’emisfero nord e in senso orario nell’emisfero sud, e non si formano quasi mai proprio sull’equatore, dove questo effetto è troppo debole.
L’occhio del ciclone
Al centro dei sistemi più intensi si forma l’occhio, una zona relativamente calma, spesso con cielo sereno e venti deboli. Intorno c’è il “muro dell’occhio”, la fascia dove i venti sono più violenti e le piogge più forti. Chi si trova sotto l’occhio può avere l’illusione che la tempesta sia finita, ma dopo poco arriva l’altro lato del muro, con venti di nuovo fortissimi e di direzione opposta.
Come si misura la forza di un uragano?
Per gli uragani atlantici si usa la scala Saffir-Simpson, che li divide in cinque categorie in base alla velocità del vento. La categoria 1 parte dai 119 km/h, mentre la categoria 5, la più devastante, supera i 252 km/h. Dalla categoria 3 in su si parla di uragani maggiori. Altri centri meteorologici nel mondo usano classificazioni simili, con nomi propri come “super tifone” per i sistemi più intensi del Pacifico.
Va ricordato che il vento non è l’unico pericolo: spesso i danni maggiori arrivano dalle piogge torrenziali e dalla mareggiata, l’innalzamento del mare spinto dalla tempesta verso la costa.
E il tornado? È un’altra cosa
Spesso si confondono, ma il tornado è un fenomeno molto diverso: è una colonna d’aria rotante che scende da un temporale e tocca il suolo, larga in genere da qualche decina a qualche centinaio di metri e di breve durata. Un ciclone tropicale, invece, può avere un diametro di centinaia di chilometri e durare giorni. In Italia i tornado si chiamano anche trombe d’aria, mentre quelli sul mare sono le trombe marine.
Anche nel Mediterraneo: i medicane
Il nostro mare non ospita veri uragani, perché non è abbastanza grande né caldo per lunghi periodi. Ogni tanto però si formano i medicane, dall’inglese Mediterranean hurricane: cicloni con caratteristiche simili a quelle tropicali, con un occhio ben visibile dai satelliti, di solito più piccoli e meno intensi. Possono comunque portare venti forti e piogge abbondanti, soprattutto sulle coste del sud Italia e della Grecia.
I fenomeni intensi sono anche quelli che accendono i fulmini più spettacolari: per capire come nascono si può leggere la nostra guida su come si formano i fulmini.


